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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa della Annunziata-Vizzini

Chiesa della Annunziata-Vizzini

33 Via Santa Lucia



La Chiesa dell'Annunziata fu dedicata a "S. Caterina" e prima ancora a "Santa Profania".
In essa trasportarono l'intera nicchia dedicata a S. Antonio, scolpita in stile barocco, la quale fa ancora bella mostra all'interno dell'edificio. Intorno al 1225 Vizzini, vide sorgere tra le sue mura, attaccato alla Chiesa dell'Annunziata, un convento di Padri Francescani fondato da Sant' Antonio di Padova. L'antica tradizione, tramandata da diversi storiografi, narra, infatti, che S. Antonio in viaggio per Noto si fosse fermato per alcuni giorni a Vizzini ed avesse celebrato la Messa nella chiesa dell'Annunziata.
La presenza massiccia di Chiese e conventi, fanno di Vizzini, nella storia passata e in quella presente, una delle città della Sicilia più sinceramente devote alla religione cristiana.
Dopo il terremoto del 1693, diroccatosi tanto il convento che il chiostro e la chiesa dell'Annunziata, i francescani ricostruirono il convento in parte sui suoi ruderi e approfittando dell'abbandono della chiesa di S. Caterina, se ne appropriarono, ricostruendola e ingrandendola, e ne fecero la chiesa del convento, dedicandola all'antica chiesa dell'Annunziata.
Il terremoto che travolse quasi tutto, ci ha lasciato ben poco da osservare, riguardo la autenticità delle costruzioni di allora, come i ruderi del convento di Sant'Antonio ancora visibili ad Ovest dell'attuale convento Francescano dell'Annunziata e la grotta abitata dal medesimo, rimasta nei secoli centro di grande devozione.
La chiesa ad unica navata, decorata da pregevolissimi affreschi, raffiguranti personaggi del Vecchio e Nuovo Testamento, ha un prospetto settecentesco. All'interno custodisce altari con nicchie adorne di colonne tortili e sormontate da timpani spezzati, di tele ad olio, come quella dell'Annunciazione di Maria, di S. Francesco d'Assisi, di ottima fattura del '700. Sull'altare maggiore, di marmo con tabernacolo di argento dorato, le statue di S. Lucia e altre statue, sempre d'epoca di autori ignoti, raffiguranti l'Immacolata e S. Antonio da Padova.
La volta è di pregevole fattura essendo tutta dipinta con affreschi risalenti al 1600 che rappresentano fra l'altro "San Gregorio", "San Giovanni Battista", "Santa Lucia", "S. Agata", "San Francesco", "San Corrado", "San Pancrazio", "San Vito".
Posto sull'altare dove S.Antonio celebrò messa, il calice con scritte gallicane del quale si servì per la celebrazione del S. Sacrificio, una lastra a ricordare il punto dove faceva delle prediche ed altri documenti danno al fatto il carattere squisitamente storico.
Testimone oculare di quell'epoca fu in modo particolare D. Oddo il quale nelle sue memorie scritte nella "Siciliana" di Siracusa (1924) e nella "Miscellanea Francescana di Assisi" (vol. XXIV) dopo aver dato l'ubicazione e la descrizione della grotta, riporta per intero l' iscrizione che in essa si leggeva che era la seguente: "Nell'anno 1225 il miracoloso S. Antonio di Padova andando nella città di Noto arrivò nella nostra città di Vizini ed entrando da quella porta della città alla prima abitazione trovò la Chiesa della SS. Annunziata ed in quella si trattenne a celebrare la Santa Messa e poiché il luogo era adatto e di molta devozione si compiacque di fondare questo convento ed abitare in questa grotta che per i molti miracoli poi fatti in essa il M. Rev. P. Cicala Commissario Generale benedisse e vi celebrò la messa ordinando che per l'avvenire si celebrasse medesimamente".
Poi dopo aver ricordato altre memorie esistenti nella Chiesa di Maria SS. delle Grazie ci fornisce la copia di un antico manoscritto conservato fra i documenti del convento che ripeteva così: "Qui a Vizini ci è stato di passaggio S. Antonio quando andau a Noto e posò nella grotta di iuso".
Passa quindi lo stesso autore a ricordarci una una iscrizione esistente sull'altare dell'Annunziata come segue: "In questo convento ci passau S. Antonio di Padova quando andau allo convento di Noto e dormio nella grotta di iuso e disse la messa all'altare nillo librui di lu gubirnaturi di la terra di Vizini ed era scrittu all'altare di la Nunziata".
Un'altra memoria scritta conservata gelosamente tra le carte del convento così recita:" per la devozione dei vizinesi alla grotta di S. Antonio e del convento da lui fondato, il P. Gandolfo francescano si cooperò a nobilitare l'una e l'altro con ammirabile claustro. La grotta è poi divenuta l'unico rifugio dei miseri ed è un miracolo che ancora oggi malgrado tutto è rimasta dopo tanti secoli la medesima. Per la stessa devozione mons. Rini vescovo di Siracusa e mons. Bartoli vescovo di Lacedonia e Baleastro in Calabria vollero celebrare in essa la messa e ammirarono il prezioso tesoro di questo antichissimo Santuario". Vi è una descrizione del convento, riferita all'Oddo e dice che era adornato di un bel chiosco circondato da colonne, che nell'orto, vicino alla cisterna ancora Esistente fatta scavare da S. Antonio, un albero di arancio detto "Albero del Santo" , che sull'altare della grotta vi era un quadro che rappresentava S. Antonio in atto di viaggiare ecc." Notizie identiche vengono riferite da altri autori quali il T. Rocco, il Pirri, l'Alberti e il Di Marzio "Da Bidi a Vizzini" da pag. 91 a pag. 94.
Per questo Vizzini può onorarsi di essere una delle poche città della Sicilia che ha ospitato il Santo di Padova e di possedere uno dei conventi da lui fondati.
Oggi il convento e la Chiesa dell'Annunziata sono aperti al culto e possono essere visitati previo appuntamento grazie alla presenza della Comunità Adveniat S. Maria in Arce.




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